
Dal 2026 ProtonVPN dispone inoltre del protocollo Stealth, sviluppato internamente. Si tratta di una soluzione di offuscamento basata su WireGuard incapsulato via TLS, in grado di eludere la Deep Packet Inspection (DPI). Risulta particolarmente utile in contesti dove le VPN vengono attivamente bloccate, come alcune reti aziendali o paesi con censura.
Recensione ProtonVPN: supporto dispositivi e usabilità
Iniziamo dal primo aspetto che prendiamo sempre in considerazione. Questo è il supporto dispositivi, per capire dove potete installare l’app di ProtonVPN. Le app sono d’altronde l’interfaccia principale tramite la quale interagire con il servizio. Per questo, devono essere leggibili e usabili da qualsiasi tipologia di utente. Anche quelli che non hanno una grande esperienza con le VPN.
Recensione applicazione desktop e app mobile
ProtonVPN, o meglio la relativa app, può essere installata su una vasta gamma di sistemi operativi. Tra questi troviamo naturalmente:
- Windows
- macOS
- Linux
- Chromebook
- Android
- iOS
- Estensione (per Chrome/Firefox)
Come potete vedere ha un vasto supporto. Permettendo agli utenti di installare l’app su tutti i propri dispositivi preferiti. A tal proposito vale anche la pena citare la coerenza dell’app. Si rivela molto simile su tutti i sistemi operativi. Tra l’app Windows e quella Android, per esempio, non vi sono molte differenze.
Lo stile è lo stesso, garantendo un passaggio fluido dall’interfaccia dell’una all’altra. Navigare i server su Android potrebbe essere più lento come processo. Tuttavia, basta anche in questo caso, proprio come su PC, usare la ricerca mirata.

L’app Windows ha, all’avvio, una mappa del mondo con tutti i server. Mentre questi sono elencati sul lato sinistro. Su smartphone ci sono invece due schede specifiche. Una elenca i server, l’altra mostra la mappa.
Questo approccio non è del tutto nuovo. Infatti ricorda immediatamente l’applicazione di NordVPN. Rispetto a quest’ultima, però, manca di mordente o qualità specifiche. Molto meglio, invece, la chiarezza della lista server.
In questo caso, i server indicati hanno anche un’icona per capirne l’uso specifico. Tra queste abbiamo l’icona per lo streaming o quella per P2P/torrenting. A cui si aggiungono quella per server adatti a Tor o per lo Smart routing. Parleremo nello specifico di ognuna di queste capacità nei paragrafi dedicati.
Recandoci invece nelle Impostazioni, cliccando sulle tre linee orizzontali in alto a sinistra, accediamo a menu aggiuntivi. In questi troviamo le impostazioni generali, legate al funzionamento dell’app. Ma anche quelle relative alla connessione e le impostazioni avanzate. Quelle su cui ci soffermiamo maggiormente in questo frangente.
Per esempio, nelle impostazioni di connessione è possibile scegliere la tipologia di protocollo, tra Smart, WireGuard e OpenVPN. Ma anche l’acceleratore VPN, che sfrutta tecnologie specifiche per migliorare le prestazioni della VPN.
La scheda avanzate è invece quella con Port Forwarding e routing alternativo. Attivando naturalmente le impostazioni specifiche. Abbiamo impiegato più del dovuto a trovare le funzioni Kill Switch e NetShield su Windows.
Se da smartphone sono presenti nel menu impostazioni, su PC non si presentano nella stessa posizione. Cosa che, proprio come accaduto con noi, potrebbe confondere. Le impostazioni sono attivabili dalla schermata principale dell’app. Sul lato sinistro sono presenti alcuni pulsanti con icone più o meno intelligibili. Cliccando su quella che ricorda un pulsante si potrà attivare il Kill Switch. Mentre su quella che ricorda uno scudo ci sarà il NetShield, per il blocco di ad e malware.
Avremmo sinceramente preferito un menu Impostazioni completo. Tale suddivisione, infatti, rende difficile l’identificazione delle opzioni per un neofita delle VPN. Parleremo comunque in dettaglio delle loro funzionalità nel corso della recensione di ProtonVPN.
Supporto router
ProtonVPN dispone di una guida per installare il servizio su diversi router. Va sottolineato, però, che questa è disponibile solo in lingua inglese. È possibile trovarla sul sito ufficiale e riporta varie opzioni di collegamento. Per esempio la possibilità di usare ProtonVPN su router Invizbox 2, AsusWRT, DD-WRT, OpenWRT e altri.
Tecnicamente si tratta di una buona notizia, soprattutto perché le guide hanno anche immagini. Aiutando così qualsiasi tipologia di utente a stabilire una VPN tramite router. Tuttavia, questo supporto potrebbe essere migliore. Soprattutto se guardiamo a ciò che ha fatto la concorrenza. Alcuni gestori, soprattutto le VPN più efficienti, offrono la possibilità di acquistare router pre-configurati. Aiutando così tutti i consumatori che non vogliono effettuare una lunga configurazione.
Il supporto, infine, sebbene possa sembrare ampio, rientra nella media. Si spera quindi che, in futuro, la situazione possa migliorare sotto questo punto di vista. Ricordiamo che impostare una connessione VPN su router è un passaggio utile, poiché protegge le connessioni di tutti i dispositivi collegati a quest’ultimo. Non bisogna dunque sottovalutarne l’utilità e la possibilità di effettuare l’operazione.
App per TV e gaming
Una recensione di ProtonVPN non sarebbe completa senza l’analisi dell’app per dispositivi aggiuntivi. Tra questi spiccano naturalmente Android TV e Smart TV. ProtonVPN supporta questi dispositivi, quindi potete installare l’app per esempio su FireStick TV, ma anche su Chromecast e persino Nvidia Shield TV.
L’interfaccia è anche in questo caso molto simile a quella che abbiamo visto precedentemente. Rivelandosi comunque più affine a quella Android che a quella Windows. Come ci aspettavamo, d’altronde. Sebbene l’abbiamo trovata adeguata alla situazione, va chiarito che c’è di meglio. Per esempio quella di ExpressVPN è molto più intuitiva e semplice da utilizzare.

Per quanto riguarda invece il gaming, ci tocca sottolineare che non ha un supporto ufficiale per console da gioco. L’unico modo per sfruttarla sulla vostra PlayStation o Xbox è tramite la connessione router che abbiamo già citato precedentemente. Inoltre, sul sito ufficiale non offre alcun tipo di guida specifica per il gaming.
Da questo è facile dedurre che non è una VPN orientata per questo tipo di attività. A differenza di altri gestori, quindi, l’unico modo per sfruttarla in questo senso è tramite PC o smartphone.
ProtonVPN è sicura? Analizziamola in dettaglio
La sicurezza è un fattore sempre molto importante, che abbiamo particolarmente a cuore. Per questo motivo anche nella nostra recensione di ProtonVPN vogliamo affrontare il discorso. Il gestore si presenta in maniera convincente da questo punto di vista. D’altronde, si tratta pur sempre di un servizio con sede operativa in Svizzera.
Per chi non ne fosse al corrente, si tratta di un paese con regole molto stringenti in termini di privacy. Ciò ci permette di tirare un sospiro di sollievo soprattutto quando si parla di politiche sulla raccolta dati. Senza ulteriore indugio, quindi, vediamo tutto ciò che ProtonVPN offre su questo versante.
Cifratura AES 256-bit
La cifratura dei dati deve essere all’altezza della situazione. Quando utilizziamo una VPN in Italia, vogliamo che tutte le nostre comunicazioni siano al sicuro. Impedendo che terzi possano accedere ai dati in uscita. Grazie alla cifratura AES 256-bit adottata da ProtonVPN potete dormire sonni tranquilli.
Questa è spesso chiamata anche cifratura di livello militare, e non a caso. Viene infatti utilizzata da governi e forze militari, soprattutto statunitensi. Garantisce che i dati in uscita verso una determinata destinazione siano protetti da una cifratura che anche gli hacker più esperti non possono violare. I gestori VPN che prendiamo in considerazione devono sfruttarla, in caso contrario non riteniamo opportuno consigliarli.
Fortunatamente ProtonVPN rientra tra quelli che la utilizzano. Pertanto, non avrete di che temere usando questo gestore.
Kill switch
Abbiamo già accennato al Kill Switch e alla sua presenza nella schermata principale dell’app di ProtonVPN. Qui però ne parliamo in dettaglio, cercando di spiegare a cosa serve e se quello di ProtonVPN è all’altezza.
Un Kill Switch è essenzialmente uno strumento di salvaguardia che interrompe la connessione Internet. Entra in funzione, se attivato, quando si perde la connessione al server. Questa evenienza potrebbe portare a una esposizione di indirizzi IP e DNS. Se un malintenzionato dovesse essere in agguato, potrebbe carpire i vostri dati.

Il Kill Switch evita che ciò avvenga, bloccando l’intera rete e impedendo che la vostra identità venga rivelata. Con ProtonVPN raramente abbiamo avuto problemi di connessione, soprattutto che possano portare all’interruzione del servizio. Sapere che il Kill Switch è pronto a entrare in azione, però, è un fattore che ci rasserena durante l’uso.
L’unica nostra lamentela è che preferiremmo fosse attivato di base. Invece, tocca all’utente essere scrupoloso e metterlo in funzione.
Split tunneling
Con il termine split tunneling, invece, si fa riferimento alla possibilità di instradare la connessione a piacimento. Nell’app di ProtonVPN è possibile scegliere quali servizi sfruttano o meno la VPN. Questi possono essere aggiunti sia sotto forma di app sia sotto forma di IP, fattore molto conveniente.
Può rivelarsi utile quando siete al PC e volete vedere un contenuto multimediale con restrizioni. Al tempo stesso, però, volete anche giocare online. Inserendo l’app di gioco tra le esclusioni, questa non passerà nella VPN. Il risultato è che non avrete potenziali problemi di ping elevato. Usando la vostra connessione base per il gioco online.
Da tenere a mente, però, che attivando lo split tunneling non si potrà avere anche il kill switch attivo. L’app di ProtonVPN vi chiederà quindi di disattivare quest’ultimo per usare la funzione.
Supporto WireGuard
Uno dei protocolli più comuni per le VPN è OpenVPN. Non sorprende quindi che, in fase di recensione di ProtonVPN l’abbiamo trovato tra le opzioni a scelta. Tuttavia, è anche noto che OpenVPN, per quanto sicuro, sia anche tra i più lenti.
Ci ha sollevato quindi vedere la presenza di WireGuard, protocollo che abbiamo testato a lungo. Indubbiamente va ancora migliorato sul versante sicurezza, tuttavia è la sua velocità a fare la differenza. Usandolo per le nostre connessioni ai server di ProtonVPN abbiamo avuto un’eccellente esperienza di utilizzo.
Volendo, è comunque possibile impostare il protocollo su “Smart”. Così, lascerete decidere all’app quale sia meglio utilizzare in diversi frangenti.
Percorso alternativo
Anche denominato “routing alternativo”. Questa è una funzione che consente l’accesso al servizio anche quando le connessioni ai server sono bloccate. Quando il software di ProtonVPN non può collegarsi direttamente ai server, entra in funzione. Instrada così la connessione attraverso terze parti, garantendo comunque il corretto funzionamento.
La sua utilità, pertanto, è legata principalmente al superamento di firewall che limitano l’accesso a Internet. Questa opzione è sempre attiva e anche ProtonVPN consiglia di lasciarla così. Sebbene possa sembrare ottima per superare il firewall in paesi con censura, non è sempre affidabile. Ne parleremo comunque in maggior dettaglio nel corso della nostra recensione di ProtonVPN.
Secure Core
Uno dei servizi più interessanti offerti dal gestore. Si tratta di un sistema di sicurezza aggiuntivo, molto simile a quanto offerto per esempio da NordVPN o da Surfhsark. In sostanza, quando attivato, instrada la connessione tramite tre server.
Così facendo, risulta molto difficile per qualsiasi hacker seguire l’IP originale. Per questo motivo è possibile godere di una navigazione totalmente protetta. C’è anche da aggiungere che i server Secure Core sono situati in paesi con regole sulla privacy stringenti. Oltre a essere gestiti direttamente da ProtonVPN. Si trovano, nello specifico, in Svizzera, Svezia e Islanda.

Per attivare Secure Core basta selezionare l’opzione dal menu principale. Tuttavia, bisogna sottolineare che, così facendo, la velocità di navigazione viene ridotta. Un male minore per avere una cifratura impeccabile. Oltre a essere un dettaglio inevitabile poiché la connessione passa attraverso diversi server.
NetShield
Per la recensione di ProtonVPN abbiamo anche testato la funzione NetShield. In breve, è un ad-blocker che può eludere malware, tracker, pubblicità e codice malevolo che si annida sul Web. Durante la nostra navigazione abbiamo testato l’efficacia di questo strumento.
Anche recandoci su siti generalmente ricchi di pubblicità, NetShield è entrato subito in funzione. Potrebbero verificarsi casi in cui per usare script di siti specifici sia necessario disattivarlo. Il motivo è dato dalla tendenza a bloccare tutto ciò che può essere dannoso. Un risultato comunque soddisfacente e degno di nota.
Port Forwarding
Il Port Forwarding è stato implementato da ProtonVPN per proteggere i propri utenti. Attivando questa funzione si fa passare la connessione attraverso il firewall del gestore. Generalmente si tratta di un’opzione molto utile per chi sfrutta il P2P e torrent. Tuttavia, può anche aiutare i videogiocatori online a migliorare le proprie prestazioni quando usano una VPN.

Per usare al meglio il Port Forwarding non basta attivarlo, bisogna infatti utilizzare la porta aperta dell’app. Questa vi viene comunicata con un numero da inserire in applicazioni che possono beneficiarne. Dal momento che il Port Forwarding va a vantaggio del P2P, parliamo di software come BitTorrent, qBittorrent, uTorrent o simili.
Protezione da esposizione IP e DNS
Durante la recensione di ProtonVPN abbiamo provato anche a verificare l’esposizione dell’IP. Nella scheda delle impostazioni avanzate è possibile attivare l’opzione specifica. Ovvero Protezione perdita di IPv6. Consigliamo sempre di attivarla, per evitare di ritrovarsi in situazioni in cui il proprio IP sia esposto. Rendendo, di fatto, inutile l’uso di una VPN.
Anche con le migliori VPN sul mercato può infatti capitare questa evenienza, per quanto rara. Per proteggersi da tale casualità una VPN deve avere tutti i sistemi di sicurezza. Quelli di ProtonVPN basteranno a mettervi al sicuro dai cosiddetti “IP leaks”? È quello che abbiamo voluto verificare.
A tal proposito, la recensione di ProtonVPN non sarebbe completa senza un test dedicato all’esposizione di IP e DNS. Abbiamo, come sempre, utilizzato diversi portali che ci permettono di verificare la stabilità della connessione ai server. Una volta cambiato IP, vogliamo essere sicuri che sia l’unico che appaia. Il primo è dnsleaktest.com, di cui potete vedere i risultati immediatamente in basso.
In sostanza, l’IP originale non è mai stato esposto. Gli unici IP visibili sono quelli del server giapponese a cui eravamo connessi. Il secondo test lo abbiamo eseguito con ipleak.net. Anche in questo caso non c’è stato alcun rilevamento di IP originale.
Infine, l’ultimo test lo abbiamo eseguito con browserleaks.com. Come potete vedere ancora una volta dai risultati, l’IP non è mai esposto. L’unico visibile è l’IP pubblico giapponese del server a cui eravamo connessi.
Possiamo quindi ritenerci soddisfatti. Dai nostri test per la recensione di ProtonVPN possiamo stabilire che il vostro IP originale è sempre al sicuro. Una fantastica notizia per chi usa una VPN per questioni di sicurezza.
ProtonVPN ha una politica no-log?
Quando effettuiamo le nostre prove con una VPN, siamo sempre molto attenti non solo alla sicurezza ma anche alla privacy. È lecito quindi interrogarsi sulla capacità di un servizio di offrire una politica no-log.
Con questo termine si fa riferimento alla garanzia da parte del gestore di non registrare i dati degli utenti. Ma non solo, anche il loro impegno a non condividerli con terze parti. Un elemento che, per esempio, molte VPN gratis non possono assolutamente garantire.
Ma tornando subito alla recensione di ProtonVPN: il gestore come agisce in questo caso? Bisogna fare un attimo un passo indietro e capire che ProtonVPN ricade sotto la giurisdizione svizzera. Questo è già un grande vantaggio, poiché in Svizzera le leggi sulla privacy tutelano gli utenti.
ProtonVPN, quindi, come si comporta con i log? Li conserva? Li riutilizza? Tutte domande a cui proviamo a rispondere analizzando attentamente la politica sulla privacy.
Quali sono le informazioni non salvate?
ProtonVPN afferma chiaramente nella politica sulla privacy che mette in atto una linea molto rigida. Questa può essere definita una “no-log policy” poiché:
- Non salva i dati relativi ai siti visitati
- Non salva il traffico o i contenuti delle vostre comunicazioni
- Non salvano il vostro indirizzo IP
- Non tracciano la durata delle sessioni
- Non tracciano informazioni basate sulla vostra posizione geografica
Queste informazioni sono cruciali. Come è facile immaginare, qualora fossero salvate, permetterebbero l’identificazione di un singolo utente tramite il proprio account. Non mantenendo questi dati, però, ProtonVPN può mantenere un rapporto di fiducia con gli utenti che scelgono il servizio.
Quali sono le informazioni salvate?
Pur tenendo conto dei tanti vantaggi garantiti dalla politica no-log di ProtonVPN, ci sono informazioni che vengono salvate. Per capire quali siano, abbiamo analizzato attentamente la politica sulla privacy del gestore.
Le informazioni sono chiaramente indicate in quest’ultima. ProtonVPN salva i dati personali collegati all’account dell’utente. Pertanto tra questi troviamo:
- Dati dell’account: necessari per usare il servizio, sebbene non venga chiesto nome o cognome. Tra questi rientrano l’e-mail scelta per il pagamento o per le comunicazioni.
- Supporto: quando si interagisce con l’assistenza, vengono salvati i dati per risolvere bug e problemi.
- Pagamento: i dati relativi ai pagamenti per l’abbonamento, visibili sulla fattura. Tra questi ci sono nome e cognome nonché le ultime quattro cifre della carta di credito. Qualora questa sia utilizzata come pagamento.
Questi sono i dati più importanti che ProtonVPN salva, tuttavia non vengono incrociati con l’uso che si fa dell’account. Si tratta di informazioni salvate dalla maggior parte delle VPN per la gestione del lato finanziario del servizio. In qualsiasi momento l’utente può decidere di eliminare i dati salvati, cancellando il proprio account.
In questa evenienza non potrete più usare il servizio, ma tutti i dati appena citati verranno eliminati dalla compagnia. Insomma, un procedimento standard che vi garantisce il completo anonimato.
Verifica di terze parti
Ogni compagnia può tecnicamente affermare qualsiasi cosa. Ciò non vuol dire però che rispetti al 100% quanto indicato sul proprio sito ufficiale. Per questo esistono aziende di terze parti che effettuano verifiche esterne.
Anche ProtonVPN ha effettuato verifiche indipendenti a opera di SEC Consult, Securitum (luglio 2024) e ha ottenuto la certificazione SOC 2 Type 2 nel 2024/2025. Questi audit hanno analizzato la politica sulla privacy, le applicazioni, il codice sorgente e l’infrastruttura di ProtonVPN, confermando l’attendibilità delle dichiarazioni del gestore. I risultati sono pubblicati pubblicamente.
Tutte le verifiche hanno dato esiti soddisfacenti, confermando dunque quanto sostenuto da ProtonVPN. Insomma, il gestore mantiene la parola data e può fregiarsi di avere davvero una politica no-log. Senz’altro questo è un beneficio della posizione geografica della sede legale, tuttavia è un vantaggio per tutti gli utenti. Soprattutto quelli che decidono di affidarsi a questo servizio.
ProtonVPN per lo streaming: abbiamo testato le piattaforme
Dopo aver parlato più che a sufficienza di sicurezza e anonimato, passiamo a qualcosa che può interessare molti utenti. Spesso, chi effettua un abbonamento a una VPN lo fa proprio per vedere contenuti in streaming. Accedendo per esempio a cataloghi bloccati di note piattaforme. Nella recensione di ProtonVPN non poteva quindi mancare questo essenziale passaggio.
Abbiamo testato svariate piattaforme, da Netflix a Disney+, per verificare le potenzialità di ProtonVPN. Non perdiamoci in altre chiacchiare, quindi, e diamo subito un’occhiata ai risultati.
ProtonVPN funziona con Netflix?
Netflix è considerata non solo una delle piattaforme più difficili da sbloccare, ma anche una delle più ambite. Questo perché i suoi cataloghi variano notevolmente da regione a regione. Per esempio, chi vuole vedere telefilm come Grey’s Anatomy usando Netflix dovrebbe trovarsi negli Stati Uniti.
Oppure, per vedere anime recenti e non bisognerebbe essere in Giappone. Naturalmente, però, con una VPN per Netflix questi cataloghi possono essere sbloccati. ProtonVPN si è dimostrata all’altezza del compito?
In via definitiva, possiamo dire di sì. Abbiamo provato subito uno dei cataloghi più difficili da sbloccare, quello giapponese. Senza perderci d’animo ci siamo subito collegati a un server di Tokyo, recandoci poi sul catalogo Netflix per la verifica. I risultati, come è possibile vedere dall’immagine in basso, sono stati più che positivi.
A seguire abbiamo anche testato lo sblocco di altri paesi. Nello specifico i contenuti statunitensi, canadesi e australiani. In ognuno di questi frangenti, ProtonVPN si è dimostrata capace di venire incontro alle nostre esigenze. In basso potete vedere la VPN in uso mentre sblocchiamo il catalogo USA per gustarci un episodio di Grey’s Anatomy.
Se il vostro desiderio è quello di sbloccare tutti i contenuti di Netflix, usando al meglio il vostro abbonamento alla piattaforma di streaming, allora ProtonVPN è più che ideale.
E per quanto riguarda le altre piattaforme?
Netflix, però, non è l’unica piattaforma che gli utenti vogliono sbloccare. Sono tanti gli usi di una VPN per streaming che esulano da Netflix. Per questo abbiamo provato altri servizi prima di scrivere la recensione di ProtonVPN. Usando il gestore e collegandoci ai vari server in paesi diversi abbiamo avuto risultati altalenanti.
Per esempio, per chi vuole vedere eventi tramite il servizio online BBC, ovvero BBC iPlayer, è necessario collegarsi a server del Regno Unito. Abbiamo quindi eseguito l’operazione e siamo riusciti a vedere i contenuti con questa specifica restrizione geografica. Si tratta di un espediente comodo per chi vuole vedere tornei di tennis gratis, come il torneo Wimbledon, per esempio.
I risultati sono stati altalenanti perché non sempre è andata così liscia. Per esempio, non abbiamo sbloccato con successo i canali TV americani. Operazione con cui altri gestori, come ExpressVPN o NordVPN, hanno dato risultati positivi.
Nota positiva invece per quanto concerne Disney+. Abbiamo sbloccato con successo il servizio pur usando il collegamento a diversi server. Stesso dicasi di Amazon Prime Video. Dove abbiamo visto contenuti giapponesi e statunitensi in maniera del tutto immediata.
A dispetto di altri gestori, ProtonVPN offre anche server in territorio indiano. Trattandosi di un paese che recentemente ha avuto screzi con i servizi VPN, sottolineiamo che questi sono disponibili in Smart Routing. Una tecnologia che fornisce maggiore sicurezza e velocità in paesi come l’India pur senza disporre di server fisici in loco. Tramite questi è possibile sbloccare il servizio Hotstar.
In sostanza, ProtonVPN si è dimostrata, dalle nostre prove, in grado di gestire molti cataloghi e servizi con blocchi regionali. La qualità degli streaming video è elevata e riesce a gestire il 4K. Tuttavia, per la velocità ottimale non si tratta del miglior gestore sul mercato. Nei prossimi paragrafi andremo a verificare proprio questa caratteristica.
Test velocità: ecco quali sono i risultati con ProtonVPN
Per lo streaming, è necessario avere una connessione veloce. Sia nel caso vogliate contenuti in Full HD ma a maggior ragione se volete quelli in 4K. Per la recensione di ProtonVPN, abbiamo quindi verificato la velocità di connessione ai vari server.
In modo da ottenere risultati che fosse possibile verificare, abbiamo utilizzato il test della velocità di Ookla. Uno dei più affidabili, che fornisce informazioni non solo su velocità in download e upload ma anche sul ping. Come molti utenti sapranno, questo valore è essenziale in alcuni frangenti, come per esempio il gaming online. Tenendo conto di ciò, andiamo a vedere quali sono stati i risultati ottenuti. Quelli in basso sono i valori della nostra connessione base.

Effettuiamo solitamente il nostro primo test in Europa. Questo per vedere quanto effettivamente la nostra connessione subisca una riduzione. Pertanto, in basso potete trovare il risultato mentre connessi a un server nel Regno Unito. Nello specifico, di Manchester. La velocità è molto simile a quella della connessione originale. Un risultato prevedibile.

A seguire ci siamo spostati più lontano. Ci siamo quindi collegati a un server di Phoenix, negli Stati Uniti. La velocità ha qui subito una riduzione, come è facile aspettarsi. Si è comunque attestata su valori in linea con quanto ci aspettavamo. Il ping, sebbene sia alto, è anch’esso nella media.

Ci siamo poi spostati dall’altro capo del mondo, nello specifico in Giappone, con un server di Tokyo. Qui i risultati sono stati davvero notevoli. La velocità rispetto alla connessione in Europa subisce sempre un impatto, ma si rivela adeguata per streaming e download.

Infine siamo “andati” in Australia, collegandoci a un server di Sydney. I risultati di questo nostro viaggio virtuale sono immediatamente visibili nell’immagine in basso. Il ping è elevato, nulla di nuovo a tal proposito. La velocità è comunque sorprendentemente alta.

Prima di entrare nel merito, bisogna tenere a mente che possono esserci variazioni importanti sulla resa della VPN in base a tanti fattori. Il primo è l’orario di connessione, il secondo è l’affluenza. Entrambi influiscono sul carico del server e possono vedere una riduzione delle velocità indicate. Fortunatamente, ProtonVPN ha molti server a disposizione. Pertanto è possibile cambiare fino a trovarne uno soddisfacente.
ProtonVPN va bene per il gaming?
Continuando la recensione di ProtonVPN, ci tocca parlare anche dell’aspetto gaming. Soprattutto quello online, per cui qualcuno potrebbe volere una VPN. Partiamo dal presupposto che per questa attività è necessario avere buona velocità e ping basso.
Come dimostrato dal test velocità di poc’anzi, non tutti i server sono particolarmente indicati per il gaming. Tuttavia, qualora vogliate utilizzare ProtonVPN questo frangente, sappiate che potete farlo con risultati soddisfacenti.
Ciò, naturalmente, avendo l’accortezza di collegarvi a server quanto più vicini possibile alla vostra posizione geografica. In questo modo il ping resta basso e non subirete una riduzione di velocità significativa.
Questo, naturalmente, per quanto concerne il gaming online. Come per esempio match tra amici, FPS online e così via. La situazione cambia però quando si punta sullo streaming di giochi. Usando magari servizi come PlayStation Now oppure Nvidia GeForce Now. Con questi non avrete risultati eccellenti, il lag potrebbe essere eccessivo e anche la qualità grafica ne risentirebbe.
A tal proposito, potreste invece preferire ExpressVPN. Questa è di fatto la VPN più veloce attualmente sul mercato, quindi ideale per lo streaming di giochi online.
Posso usare ProtonVPN per P2P e torrent?
Grazie a una vasta rete di server pensati appositamente per il torrenting, ProtonVPN è adatta allo scopo. Come è possibile vedere dall’immagine in basso, non abbiamo avuto alcun problema. Ci siamo collegati a un server indicato per il P2P e abbiamo avviato il nostro download tramite torrent.
Tra le tante, è un’ottima VPN per questa funzione. Come avviene anche per il gaming online, è bene scegliere un server nei pressi della propria posizione geografica. Noi ne abbiamo scelto per esempio uno posizionato in Belgio.
Il risultato è stato un’ottima velocità di scaricamento, nonché una garanzia di sicurezza in virtù della natura del server stesso. Cioè pensato appositamente per il P2P. Come abbiamo già sottolineato, è facile riconoscere questi server dall’icona specifica (due frecce in direzioni contrarie).
ProtonVPN funziona in Cina e altri paesi con censura?
Non tutte le VPN sono in grado di effettuare un’operazione di questo tipo. Ce ne sono alcune che dispongono di strumenti di alto profilo, mentre altre faticano a raggiungere gli stessi obiettivi. Nella nostra recensione di ProtonVPN, però, non potevamo non citare la questione.
Gli utenti che vivono in paesi con censura devono sapere che ProtonVPN dispone del protocollo Stealth, sviluppato internamente, che permette di eludere la Deep Packet Inspection (DPI). Grazie a questa tecnologia e al routing alternativo, il servizio è in grado di superare molte forme di censura. I risultati possono variare però in contesti molto restrittivi come la Cina, dove le condizioni cambiano frequentemente.
Server e posizioni: ecco i dettagli sulla rete di ProtonVPN
La rete di ProtonVPN conta oggi oltre 18 900 server in 129 paesi. Si tratta di una delle reti più estese sul mercato, superiore a NordVPN (8 900+ server / 129 paesi) e a CyberGhost (12 000+ server / 100 paesi). I server sono dedicati (bare metal) con crittografia integrale del disco, con banda minima garantita di 1 Gbit/s e alcuni a 10 Gbit/s.

Rispetto ad alcuni gestori, però, presenta server in India. Un fattore che potrebbe rivelarsi utile per alcuni utenti. Anche se questi sono semplicemente server virtuali (Smart Routing), vale comunque la pena citarli. Questi ultimi sono solitamente utilizzati, anche da altri servizi, in paesi dove ospitare un’infrastruttura fisica può essere pericoloso. Ma non è l’unico motivo per cui si opta per i server virtuali. Talvolta, quando il traffico è superiore a quanto ci si aspetterebbe in determinate zone, i server virtuali possono aiutare a sopperire all’afflusso di utenti.
Potete trovarne infatti di dedicati per lo streaming, per il download con torrent e i già citati Secure Core. Dispone anche di server che consentono di usare il browser Tor per andare sul dark web in maniera sicura. Questi sono identificati dalla classica icona a forma di “cipolla”. In sostanza, ha un ottimo impianto server.
Assistenza clienti: come contattare ProtonVPN?
Uno dei problemi che abbiamo riscontrato in fase di recensione di ProtonVPN è proprio legato all’assistenza clienti. Gli abbonati al piano gratuito non dispongono di live chat: possono contattare il supporto solo tramite il form sul sito ufficiale, con tempi di risposta storicamente intorno alle 48 ore.
Gli abbonati a pagamento hanno invece accesso alla live chat, disponibile in modo quasi permanente secondo le indicazioni ufficiali. Comparandolo ad altri gestori, da NordVPN, ExpressVPN a CyberGhost, abbiamo risentito dell’immediatezza fornita da questi ultimi soprattutto per la clientela gratuita.
ProtonVPN funziona in modo discreto e non genera quasi mai problemi, tuttavia per gli utenti non paganti riteniamo questa una carenza. Speriamo che in futuro il servizio estenda ulteriormente il supporto immediato.
Prezzo: quanto costa ProtonVPN?
Prima di concludere la nostra recensione di ProtonVPN, diamo anche un’occhiata al prezzo. I costi, d’altronde, sono essenziali per capire quanto dovremo pagare il gestore. Tenendo conto di quello che offre, però, i prezzi risultano competitivi.
Il piano più economico prevede una spesa mensile inferiore quanto più è lungo l’abbonamento. In questo frangente, spenderete di meno per esempio sfruttando il piano biennale a 2,99 €/mese. Rispetto all’abbonamento mensile a 9,99 €/mese, il risparmio è notevole.
Inoltre, con il piano biennale, potrete avere una garanzia di rimborso entro 30 giorni. Questo significa che, se entro il mese non siete soddisfatti, potete chiedere i soldi indietro. Attenzione però: il rimborso è calcolato pro rata, non integrale come avviene con NordVPN o CyberGhost. Assicuratevi di effettuare la procedura più di qualche giorno prima della scadenza.
Metodi di pagamento accettati
Come molti altri servizi simili, ProtonVPN supporta diverse tipologie di pagamenti digitali e sicuri. Tra questi troviamo la classica carta di credito/debito, bonifico bancario, PayPal, Bitcoin/crypto e persino contanti tramite crediti Proton.
Come ottenere un rimborso da ProtonVPN?
Qualora scegliate l’abbonamento biennale, potrete accedere anche alla formula soddisfatti o rimborsati. Se entro 30 giorni dalla data di abbonamento volete disdirlo e recuperare l’importo speso, vi basta contattare il servizio clienti. Potete farlo tramite e-mail o il form di supporto sul sito ufficiale. Vi basterà indicare la volontà di disdire l’abbonamento e avere il denaro indietro.
L’operazione potrebbe richiedere un tempo variabile da 5 a 10 giorni. Consigliamo quindi di agire prima che la scadenza dei 30 giorni sia effettiva. Ricordate che il rimborso è calcolato pro rata.
Differenze tra piano a pagamento e gratuito
In questa recensione di ProtonVPN abbiamo preso in esame la versione a pagamento del gestore. Tuttavia, esiste anche una versione gratuita, come già sottolineato in precedenza. Quest’ultima rientra nella lista delle migliori VPN gratis, poiché, nonostante le sue limitazioni, riesce a fornire un servizio interessante. Bisogna però chiarire che, rispetto al piano premium della stessa compagnia e di altri servizi, è decisamente carente.
Nello specifico, avrete a disposizione solo una connessione simultanea da un dispositivo e server disponibili in circa 10 paesi (tra cui Paesi Bassi, Stati Uniti, Giappone, Romania e Polonia). I dati sono illimitati, ma le funzionalità Secure Core, NetShield, Stealth e P2P/torrent sono riservate al piano a pagamento. Tecnicamente, anche la velocità subisce un contraccolpo notevole a causa dell’afflusso di utenti gratuiti sui server disponibili. L’aspetto positivo è che non dovrete temere per i vostri dati: anche nella versione gratuita gli utenti possono far fede alla politica no-log del gestore.
Dal canto nostro, dopo aver provato dozzine di VPN, preferiamo optare per gestori come NordVPN. In alternativa, se avete budget limitato, CyberGhost è un cavallo vincente. Detto ciò, possiamo procedere nel tirare le somme di questa recensione.
Cosa non va con ProtonVPN
Abbiamo visto tanti aspetti diversi in questa nostra recensione di ProtonVPN. Ci siamo addentrati nei suoi sistemi di sicurezza. Abbiamo visto l’estensione della rete server e anche la velocità che è in grado di raggiungere. Tutti fattori che possiamo dire sono stati almeno soddisfacenti.
Nelle connessioni a lungo raggio, su server lontani, la velocità non è calata in modo significativo. Il ping è aumentato come ci aspettavamo ma tecnicamente si tratta di buoni risultati. Non è sicuramente la VPN più veloce sul mercato né la più economica. Si piazza quindi a metà strada.
Ciò che proprio non abbiamo digerito è l’assistenza clienti per gli utenti gratuiti. La nostra esperienza con il supporto non è stata delle migliori. Questo perché l’attesa è stata eccessiva. Non un episodio isolato ma una costante. Se effettuiamo un paragone con gli altri gestori, è facile vedere come in realtà questo sia un vero e proprio problema. Notiamo però che gli abbonati a pagamento ora dispongono di live chat, il che rappresenta un miglioramento rispetto alla situazione precedente.
Conclusioni: esperienza svizzera (quasi) soddisfacente
La recensione completa di ProtonVPN è giunta così al termine. Se consideriamo che si tratta della stessa compagnia che gestisce ProtonMail, è chiaro che possa essere configurata come una VPN di alto profilo. Con oltre 18 000 server in 129 paesi, la rete è tra le più vaste sul mercato e offre molte posizioni adatte a varie esigenze.
Per quanto riguarda lo streaming ha qualche piccolo intoppo nello sblocco di alcuni contenuti. Tuttavia, per i più popolari come Netflix riesce a essere adeguata. Gli utenti che preferiscono la velocità su tutto, potrebbero avere migliori risultati con NordVPN o ExpressVPN. Chi vuole pagare di meno va sul sicuro con CyberGhost. È quindi difficile posizionare tra tali competitor ProtonVPN.
Soprattutto prendendo poi come punto di riferimento l’assistenza clienti per gli utenti gratuiti che ci ha enormemente deluso. In sostanza, ProtonVPN è un buon gestore ma per riuscire a competere sul mercato, deve necessariamente ricalibrare alcuni aspetti cruciali.
FAQ
ProtonVPN mantiene davvero una politica no-log?
Sì. ProtonVPN non registra i siti visitati, il traffico, l’indirizzo IP dell’utente, la durata delle sessioni né la posizione geografica. Questa politica è stata verificata da audit indipendenti: Securitum (luglio 2024) e la certificazione SOC 2 Type 2. ProtonVPN è soggetta alla giurisdizione svizzera, al di fuori delle alleanze di sorveglianza Five/Nine/Fourteen Eyes.
ProtonVPN è stata sottoposta ad audit di sicurezza indipendenti?
Sì. Tre verifiche principali confermano l’affidabilità del servizio: SEC Consult (applicazioni e codice sorgente), Securitum (luglio 2024, politica no-log + infrastruttura) e la certificazione SOC 2 Type 2 (2024/2025). I risultati sono pubblicati pubblicamente. Le applicazioni sono inoltre open source dal 2020, il che consente una verifica continua da parte della comunità.
ProtonVPN protegge davvero dai DNS leak e dall’esposizione dell’IP?
Sì. ProtonVPN utilizza server DNS propri con richieste cifrate all’interno del tunnel VPN. La protezione contro le fughe IPv6 è disponibile nelle impostazioni avanzate e si raccomanda di attivarla. I nostri test su dnsleaktest.com, ipleak.net e browserleaks.com hanno confermato che l’IP originale non viene mai esposto durante la connessione.
Quanto costa ProtonVPN nel 2026?
Il piano Plus biennale costa 2,99 €/mese (71,76 € in totale), il piano annuale 3,99 €/mese (47,88 €) e il piano mensile 9,99 €/mese. Esiste anche un piano gratuito senza limiti di dati, disponibile senza carta di credito. La garanzia di rimborso è di 30 giorni, calcolata pro rata (non rimborso integrale come con NordVPN o CyberGhost).
ProtonVPN offre un piano gratuito? Quali sono i limiti?
Sì. Il piano gratuito è disponibile senza scadenza e senza carta di credito. Include dati illimitati su 1 dispositivo simultaneo, con server disponibili in circa 10 paesi (tra cui Paesi Bassi, USA, Giappone, Romania e Polonia). Le funzionalità Secure Core, NetShield, Stealth e il P2P/torrent sono riservate al piano a pagamento. La velocità non è limitata artificialmente ma risulta inferiore in pratica a causa del maggiore afflusso di utenti gratuiti.
ProtonVPN funziona con Netflix?
Sì. Nei nostri test ProtonVPN ha sbloccato correttamente i cataloghi Netflix di Giappone, Stati Uniti, Canada e Australia. Funziona anche con Disney+, Amazon Prime Video (JP e US), BBC iPlayer (UK) e Hotstar (India, tramite Smart Routing). I canali TV americani in diretta rappresentano invece un punto debole.
Qual è la differenza tra ProtonVPN e NordVPN?
ProtonVPN si distingue per la sua sede svizzera (maggiore protezione legale della privacy), le applicazioni open source e la presenza di un piano gratuito con dati illimitati. NordVPN offre invece una rete leggermente più piccola (8 900+ server vs 15 000+), ma con una garanzia di rimborso integrale a 30 giorni e una velocità generalmente superiore. I prezzi sono simili sul piano biennale (2,99 € vs 3,09 €/mese).