Le migliori alternative a iCloud nel 2026: la sintesi
Ecco le 5 migliori alternative a iCloud che abbiamo selezionato nel 2026:
- pCloud : la migliore in assoluto: piani a vita da 199€, 10 GB gratuiti, sede in Svizzera
- NordLocker : la più sicura: zero-knowledge in tutti i piani, 2 TB a 6,99€/mese, rimborso 30 giorni
- Google Drive : 15 GB gratuiti, suite produttività Google, buona compatibilità
- Dropbox : semplice da usare, editor integrato, buona velocità
- Microsoft OneDrive : ideale per utenti Windows, integrazione Office
Il servizio di cloud storage iCloud è stato lanciato sul mercato da Apple nel 2011. Nonostante sia disponibile da diverso tempo, non è detto sia il migliore. Sebbene ci sia un gruppo di appassionati del marchio che ne è entusiasta, l’esperienza non è ugualmente positiva per tutti. Se disponete di un iPhone o iPad, sicuramente avrete avuto modo di provarlo. La vostra esperienza, quindi, potrebbe essere stata deludente. Proprio per questo motivo, molti utenti sono alla ricerca di migliori alternative iCloud.
Il motivo è semplice: questo cloud storage non è al passo con i tempi. Pertanto, non riesce a competere con servizi più recenti che offrono di più a prezzi migliori. Tra l’altro, non bisogna dimenticare che anche la politica sulla privacy di Apple non è delle migliori.
Ci siamo quindi chiesti: esistono migliori alternative iCloud? E, se sì, quali sono? Dopo aver analizzato diversi dei migliori servizi cloud storage, abbiamo tratto le nostre conclusioni. Qualora vogliate saperne di più, vi invitiamo a leggere con attenzione le nostre analisi. In caso contrario, potete trovare un rapido riepilogo dei gestori che preferiamo qui in basso. Nel corso dell’articolo, inoltre, scopriremo insieme perché iCloud non è un servizio così efficiente come si crede.
Le migliori alternative iCloud nel 2026
Ora che abbiamo esaminato tutti i problemi nell’usare iCloud, possiamo finalmente passare alle alternative. Nel dettaglio, vedremo alcuni servizi che vale la pena valutare. I primi due sono i migliori in assoluto e li consigliamo vivamente.
1. pCloud

La prima opzione che vi presentiamo è pCloud. Un servizio cloud storage con sede legale in Svizzera. Ciò lo rende immediatamente più affidabile rispetto a iCloud, che ha invece sede negli Stati Uniti. Questo aspetto è fondamentale per chi tiene alla propria privacy. Le pratiche di logging non sono invasive e potete aspettarvi una migliore protezione dei vostri file. pCloud non ha mai subito incidenti di sicurezza né attacchi hacker.
Il processo di trasferimento è molto semplice, a differenza di quanto accade con iCloud. Grazie al vasto supporto a dispositivi differenti, potrete usare questo cloud storage ovunque desideriate. Sia che scegliate dispositivi Apple, sia che passiate a Windows, Android e così via.
Quando caricate un file sul cloud, potrete contare su copie mantenute su tre server diversi. Grazie alle numerose banche dati negli Stati Uniti e in Europa, avrete sempre accesso ai vostri file. Per quanto concerne la condivisione, pCloud è davvero impareggiabile.
Potete proteggere i file con una password, aggiungere una data di scadenza o includere il vostro brand se siete abbonati business. Il servizio offre 10 GB gratuiti per testare il cloud, ma la parte migliore risiede negli abbonamenti “a vita”.
Questi hanno una durata di 99 anni e un costo una tantum. Significa che pagate una sola volta e potete usare fino a 2 TB di spazio per sempre. Per chi necessita di meno spazio, è disponibile anche il piano da 500 GB. Tuttavia, dal punto di vista del risparmio, quello da 2 TB è praticamente imbattibile.
Per saperne di più, potete leggere la nostra recensione completa di pCloud. Vale la pena consultarla e potrete scegliere il gestore usando il pulsante in basso, ottenendo uno sconto vantaggioso sul piano a vita.
2. NordLocker

A seguire abbiamo selezionato NordLocker. Se il nome vi è familiare è perché fa parte di Nord Security, la stessa compagnia che detiene il celebre NordVPN. Questa è una delle migliori alternative iCloud per quanto riguarda la sicurezza. NordLocker dispone di crittografia zero-knowledge ed end-to-end. La prima impedisce al gestore di sapere quali file abbiate salvato sul cloud. La privacy è quindi garantita.
Vale la pena sottolineare che NordLocker non dispone del controllo delle versioni dei file. Pertanto potrebbe non essere la soluzione ideale per il business. Per questi utenti consigliamo la prima scelta, pCloud. Tuttavia, NordLocker ha dalla sua diversi vantaggi. Il primo è la possibilità di condividere file protetti da password.
Il secondo vantaggio riguarda il prezzo. NordLocker ha un costo di soli 6,99€ al mese per 2 TB di spazio. Risulta quindi molto più conveniente rispetto a iCloud. Anche per la compatibilità con i dispositivi è nettamente superiore. L’app per dispositivi mobile è semplice da usare, intuitiva e piacevole anche visivamente.
Per chi volesse provare prima il servizio, è disponibile un piano gratuito. Pur non essendo il migliore in termini di spazio offerto, soli 3 GB, consente comunque di testare il cloud. Persino gli utenti non paganti ottengono la crittografia end-to-end. Una garanzia assente nella versione gratuita della maggior parte dei servizi. Per fare un esempio, nemmeno pCloud la include nel piano gratuito.
NordLocker ha anche una politica “soddisfatti o rimborsati” di 30 giorni. Potrete quindi ottenere un rimborso completo qualora il servizio non sia di vostro gradimento. Un approccio raro nel segmento cloud storage. Non a caso abbiamo selezionato NordLocker come una delle migliori alternative iCloud.
3. Google Drive

Proseguiamo con un gestore molto conosciuto. Avrete naturalmente sentito parlare di Google Drive. Probabilmente molti lo stanno utilizzando proprio adesso senza saperlo. Nella sua versione gratuita, Google Drive offre 15 GB di spazio. Questo spazio è solitamente collegato al servizio Gmail. Quindi, se possedete un account, probabilmente state già sfruttando spazio su Google Drive per i vostri messaggi.
Google Drive include una serie di strumenti per il lavoro, rivelandosi una delle suite più utilizzate sul Web. Google Docs, Sheets e molti altri strumenti online fanno parte dell’ecosistema. Ciò consente di condividere file in modo semplice, aggiungendo utenti che possono leggere o modificare i documenti.
Uno dei punti più apprezzati di Google Drive è la semplicità di utilizzo. È possibile sfruttarne le funzionalità su tanti dispositivi diversi. A differenza di iCloud, che non dispone di app per Android né per le distro Linux. Google Drive è quindi un’alternativa decisamente più versatile.
Le prestazioni sono buone, pur non raggiungendo il livello di pCloud. Ciò potrebbe sembrare strano per un colosso come Google. Tuttavia bisogna tener conto della mole di dati che gestisce quotidianamente. Il vantaggio è rappresentato dai 15 GB di spazio offerti gratuitamente. Il triplo di quanto propone iCloud, pur essendo legato al gigante Apple.
Il servizio dispone anche di crittografia AES 256-bit per la sicurezza dei file. Dove però abbiamo da ridire è nelle politiche sulla privacy. Non si distingue positivamente rispetto a iCloud. Se la privacy è il vostro obiettivo principale, otterrete risultati migliori con pCloud o NordLocker.
Questo cloud storage è comunque accessibile e propone piani flessibili. Potrete scegliere quello più adatto, persino tra i piani Business per chi intende farne un uso lavorativo.
Confronto alternative iCloud nel 2026
| Servizio | Spazio gratuito | Spazio massimo | Crittografia | Prezzo indicativo | Rimborso |
|---|---|---|---|---|---|
| pCloud | 10 GB | 10 TB | AES 256-bit + Zero-knowledge | 399€ una tantum (2 TB) | 14 giorni |
| NordLocker | 3 GB | 2 TB | AES 256-bit + Zero-knowledge + E2E | 6,99€/mese (2 TB) | 30 giorni |
| Google Drive | 15 GB | 2 TB | AES 256-bit | 9,99€/mese (2 TB) | ❌ |
| Dropbox | 2 GB | 3 TB | AES 256-bit | 9,99€/mese (2 TB) | 30 giorni |
| OneDrive | 5 GB | 1 TB (Microsoft 365) | AES 256-bit | 7€/mese (Microsoft 365) | 30 giorni |
| iCloud | 5 GB | 6 TB | AES 256-bit | 9,99€/mese (2 TB) | ❌ |
Perché cercare migliori alternative a iCloud?
Prima di passare all’analisi delle migliori alternative iCloud, è importante rispondere a questa domanda. Capire perché, in sostanza, non si tratti di un gestore cloud degno di nota. Presenta diverse criticità, tali da non permetterci di considerarlo un buon servizio. Dalle prestazioni al costo, passando per la gestione dei dati, la privacy e la sicurezza degli utenti. Andiamo con ordine e partiamo dal principio.
Prestazioni
Il primo elemento che tutti possono immediatamente notare è quello legato alle prestazioni. Con questo termine facciamo riferimento principalmente alla velocità del servizio. Il tempo per caricare e scaricare file non è in linea con quello della concorrenza. Pertanto, è un servizio cloud storage mediamente più lento. Soprattutto rispetto a servizi come pCloud o NordLocker.
Prova pCloud, la migliore alternativa iCloud
Questo problema potrebbe passare inosservato in caso di file di piccole dimensioni. Tuttavia, quando bisogna caricare file più pesanti, come video in alta definizione, emergono i problemi. È necessario essere molto pazienti, anche perché il consumo di banda diventa prolungato. Apple dovrebbe migliorare la sua infrastruttura per rendere questi trasferimenti più rapidi.
Allo stato attuale, non è davvero possibile consigliare iCloud. Anche perché il prezzo richiesto per prestazioni così scadenti è davvero elevato. Ma a questo arriveremo in seguito. Basti sapere per ora che la velocità è decisamente deludente.
Problemi legati a privacy e sicurezza
La privacy dei propri utenti non è esattamente la priorità principale nella lista di Apple. Allo stesso modo di altre grandi compagnie, come Google, non si fa problemi a tracciare la linea della privacy in maniera piuttosto aggressiva.
Un chiaro esempio è la iCloud neuralMatch, una tecnologia adottata da Apple. Questa consente alla compagnia di analizzare tutte le vostre fotografie e video sul cloud. Misura che, alla base, ha delle buonissime intenzioni. È stata messa in atto per combattere la pedopornografia. Tuttavia, sebbene la strada sia lastricata di buone intenzioni, all’atto pratico questa tecnologia lede la privacy personale.
Ben lungi dal supportare tali pratiche criminali, dobbiamo sottolineare come la tecnologia sia particolarmente invasiva. A parte questo dettaglio, iCloud ha anche un livello di sicurezza non elevato. Nonostante sostenga di utilizzare la crittografia 256-bit per proteggere i vostri file.
Un noto incidente del 2014 mette in luce le falle nella sicurezza. Molti ricorderanno il “fappening”. Un avvenimento che ha visto comparire sul Web centinaia di foto private di celebrità. Come? Il loro iCloud è stato violato, portando alla pubblicazione illegale di queste fotografie. Apple chiuse la falla, tuttavia è un avvenimento che non è possibile ignorare.
Da quel momento, iCloud è divenuto sempre meno popolare. Spingendo gli utenti a cercare valide alternative. Esattamente lo stesso motivo per cui voi ora siete qui.
Supporto dispositivi limitato
Apple è una compagnia con un ecosistema particolarmente chiuso. I suoi dispositivi funzionano bene in tandem tra loro. Tuttavia cerca di far sì che chiunque abbia un iPhone o iPad utilizzi iCloud. È molto difficile che il cloud storage venga adoperato al di fuori di esso. Gli utenti Android, per esempio, hanno già tante migliori alternative a iCloud, come pCloud o NordLocker.
Di fatto, iCloud non ha praticamente alcun supporto su Android e su desktop con distro Linux. L’unica piattaforma al di fuori dell’ecosistema Apple supportata è Windows. Non è certo il miglior supporto dispositivi che possiate trovare. Persino la versione Web non è convincente, con rallentamenti e un’interfaccia poco piacevole da utilizzare.
Condivisione non sicura
Quando si usa un servizio cloud storage, molti utenti vorrebbero anche condividere i propri file. Con familiari e amici quando si tratta di foto, oppure con colleghi nel caso di documenti lavorativi. Un buon servizio cloud deve offrire modalità di condivisione semplici e sicure. Molti servizi come pCloud, NordLocker e MEGA lo fanno egregiamente.
Apple e iCloud, invece, no. Non è possibile per esempio aggiungere una data di scadenza o una password ai link condivisi. Questo significa che chiunque entri in possesso di quel link, in qualsiasi momento, può accedere ai vostri file. Non è un approccio eccellente per garantire privacy e sicurezza agli utenti.
Prezzi elevati
Se la lista di svantaggi presentata non è ancora sufficiente, ne abbiamo un altro. Ovvero il prezzo richiesto per un abbonamento iCloud. Analizzando i prodotti Apple, scopriamo subito che il loro costo è mediamente superiore rispetto alla media. Allo stesso modo, iCloud è più costoso di quanto ci si aspetterebbe.
In Italia, il costo è di 9,99€ al mese per 2 TB di spazio. A scalare, troviamo il piano da 200 GB a 2,99€ al mese e quello da 50 GB a 0,99€ al mese. Sebbene quello da 2 TB sembri più o meno allineato ai prezzi di mercato, gli altri due sono davvero poco competitivi. Soprattutto nel 2026 dove 200 o 50 GB sono quantitativi inadeguati per qualsiasi utilizzo.
Se dovessimo indicare due migliori alternative a iCloud, diremmo pCloud e NordLocker. Offrono anch’essi 2 TB e sono molto più accessibili grazie ai loro piani flessibili.
Conclusione: quale alternativa a iCloud scegliere?
Alla luce di quanto visto, avrete ormai capito che iCloud non è un servizio cloud storage particolarmente valido. Dispone di un piano gratuito da 5 GB, utile ma che si esaurisce molto rapidamente. Costringendo quasi gli utenti a optare per il piano più costoso, quello da 2 TB. Senza però offrire condizioni davvero vantaggiose.
Tenendo conto che in passato ha subito fughe di dati e attacchi hacker, è davvero sconsigliato affidarsi a questo servizio. Meglio optare per alternative come pCloud e NordLocker. Persino Google Drive si rivela superiore, e questo la dice lunga!
Le soluzioni che vi abbiamo presentato offrono più funzioni, sicurezza, velocità e supporto dispositivi. Non essendo limitate al solo ecosistema Apple, sono servizi utilizzabili praticamente ovunque. A prescindere dal sistema operativo che adottate.
Prova subito pCloud come alternativa
Domande frequenti
iCloud è un cloud storage sicuro?
No, iCloud non è il cloud storage più sicuro che possiate trovare. Come già detto, Apple è nota per le sue pratiche invasive di logging. Inoltre, non bisogna dimenticare l’incidente del 2014, il ben noto “fappening”. Questo ha evidenziato le vulnerabilità di Apple e la capacità di hacker esperti di penetrarne le difese.
Un’alternativa più affidabile è pCloud, che consigliamo caldamente. Per chi desidera la crittografia end-to-end, è possibile scegliere anche NordLocker. Tra le alternative proposte, tutte si rivelano superiori a iCloud, soprattutto se volete tenere al sicuro i vostri file.
Posso usare alternative iCloud su iPhone?
Sì, le alternative che abbiamo presentato possono essere utilizzate su iPhone. Non solo, potete sfruttarle su qualsiasi dispositivo Apple, grazie alla loro ampia compatibilità con i sistemi operativi della compagnia. Aprendo documenti, foto, video o qualsiasi altro file senza alcun problema.
Il servizio iCloud offre il controllo delle versioni?
Sì, iCloud offre il controllo delle versioni dei file caricati. Quindi potete ripristinare una versione precedente in un secondo momento. Tuttavia, pCloud offre il controllo delle versioni fino a 365 giorni. Rendendolo automaticamente una scelta superiore come alternativa iCloud. Tale funzione si applica a tutti i file, non solo ai documenti di testo.
Qual è l’alternativa a iCloud più economica?
L’alternativa più conveniente nel lungo periodo è pCloud, grazie ai piani a vita con un unico pagamento. Il piano da 2 TB costa 399€ per 99 anni, ammortizzandosi in circa 4 anni. NordLocker è invece la scelta più accessibile su base mensile, con 2 TB a soli 6,99€ al mese. Entrambe le opzioni sono nettamente più vantaggiose rispetto ai 9,99€ mensili di iCloud per lo stesso spazio.
Qual è la migliore alternativa a iCloud per utenti Android?
Per gli utenti Android, iCloud non è praticamente utilizzabile. Le migliori alternative sono pCloud e NordLocker, entrambi disponibili su Android con app dedicate. Google Drive è un’altra valida opzione, già integrata nell’ecosistema Android. Tutte e tre offrono più spazio e funzionalità rispetto a iCloud su piattaforme non Apple.